Dipendenze
Postato il 26 marzo 2007

La condizione di “essere” prevede flussi uscenti (causativi) equilibrati con altrettanti flussi entranti (effetto). Infatti una buona definizione di sanità mentale è un Essere che è al 50% causa ed al 50% effetto.
Questo equilibrio di flussi determina un ciclo di energia e la sua qualità (armonia) sta proprio nell’equilibrio causa-effetto.
Se una persona è alternativamente causa ed effetto su sé stessa e sulle proprie aree di competenza, allora proverà emozioni positive poiché diviene causa sulla vita, sulla sua vita.
Se un individuo non è causa sulla propria vita, allora vivrà emozioni negative.
Causa ed effetto sono l’equivalente di “fare” ed “avere” secondo le indicazioni del proprio “essere”.

Una persona è sotto stress quando è in una condizione di "imposizione di avere" (avere non gradito) oppure gli viene “impedito di avere” (nessun avere).

In entrambi i casi quando si è bloccati su AVERE si determina automaticamente un blocco su ESSERE.

A questo punto se si è bloccati su AVERE e quindi su ESSERE, non potendo FARE (causare), per AVERE diviene necessario POSSEDERE per sentirsi di esistere, cioè per creare un flusso fittizio di energia; questo AVERE non è però un avere di qualità poiché proviene da un FARE che non è figlio del proprio ESSERE. È proprio per mezzo del "FARE" che noi costruiamo l’emozione che si completa con l’avere e quindi con la consapevolezza.

La condizione di essere bloccati sull’ESSERE provoca STRESS, per cui qualsiasi dipendenza si instaura per contrastare (per mezzo dello scaricare) lo stress.

In questa condizione l’individuo si degrada istante dopo istante al punto che se non vi si pone rimedio, avremo persone morte a 20 o 30 anni che verranno seppellite a 70 o ad 80.

La dipendenza patologica s’instaura quando si ricorre sistematicamente ad esperienze fuori dall’ordinario, stordenti od eccitanti, necessarie ad evitare ansia, panico o depressione, per cercare di mettersi in relazione con gli altri, per provare emozioni significative nei confronti della realtà o di sé stessi, per mantenere un fittizio equilibrio psicofisico, per sentirsi all’altezza delle situazioni di vita e di lavoro ecc.

La dipendenza è il bisogno incontrollabile di assumere una determinata sostanza alla quale ci si assuefa. L’assuefazione è l’abitudine a certe sostanze, tossiche o curative, da parte dell'organismo, per cui ne occorrono dosi sempre crescenti per ottenere l'effetto voluto: classica è l’assuefazione da stupefacenti.

Sono dipendenze croniche quella sessuale (sexual addiction), l’uso di sostanze stupefacenti (leggere o pesanti che siano sono sempre droghe), quelle alimentari (bulimia ed anoressia), il vizio del gioco, l’alcolismo ecc.
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Alcune di queste sembrano non avere nulla a che fare con l’assunzione di sostanze tossiche, come ad esempio la dipendenza sessuale o quella dal lavoro o dagli affetti.

In realtà si parla di due tipi di dipendenze: quella fisica e quella psicologica o ossessione o mania; le prime sono determinate da droghe (stupefacenti, alcool, nicotina ecc) che alterano i processi ormonali o da veleni, a causa dei quali, parti di organismo vengono distrutte: questo è il caso dei farmaci, dei derivati del petrolio, dei veleni classici (curaro, stricnina, cianuro, i veleni dei serpenti ecc) che distruggono i tessuti con cui vengono a contatto.

La nicotina, ad esempio, va a sostituire la produzione organica di quelle sostanze che danno il senso del piacere e questa è una causa di dipendenza, mentre i farmaci o i solventi chimici, con le loro molecole distruggono qualsiasi cosa con cui entrano in contatto.

Le seconde, cioè le dipendenze di tipo psicologico e più propriamente dette ossessioni, non avvengono per mezzo di una droga che alteri il processo di piacere dell’organismo, bensì per mezzo di un complesso sistema organico detto asse ipotalamico-ipofisario per mezzo del quale la credenza si conferma nell'organismo così che dopo va in loop con l'emozione: si concatenano l'uno all'altro.

Questo meccanismo di credenza-biologia è meravigliosamente trattato in LA BIOLOGIA DELLE CREDENZE di Bruce Lipton, un testo che consiglio assolutamente di leggere. In definitiva Lipton dimostra che un determinato modo di pensare associa la "credenza" ad una particolare sintesi proteica capace di modificare la cellula e questa cosa ha effetto sul sistema endocrino tale da aprire l'organismo ad un inquinamento su cui l'energia negativa si potrà ancorare: pus, tossine, parassiti, batteri, virus, metalli tossici ed altro.

In questo caso il meccanismo di assuefazione non avviene per mezzo di sostanze dopanti bensì per mezzo di eventi: sesso, pornografia, affetto, ritualismo, fanatismo in genere ecc... Sarà così che più si batte sull'evento, più inquinamento organico si accumula; chiaramente questo inquinamento è associato con la "credenza" di cui si è effetto e sulla sintesi proteica modificata.

Cerchiamo quindi di comprendere a grandi linee come l'emozione lavora, una volta innescatasi.

L’ipercinesia è l’incapacità a star fermi dovuta alla marcata stimolazione delle terminazioni nervose da parte dei radicali acidi. Questa incapacità a star fermi è, già di per sé, una dipendenza al doversi muovere in modo incontrollato.

Per le cellule, la presenza di radicali acidi è sinonimo di tossicità.

Quando c’è una tossicità, l’organismo la vede come stress e risponde con la produzione di adrenalina e noradrenalina che avranno attività sulle cellule.

La paura (stress) favorisce la produzione di adrenalina e noradrenalina i quali, essendo ormoni catabolici, producono un’energia che deve in qualche modo essere scaricata.

L’adrenalina produce un aumento della vascolarizzazione; questo stress può prendere il binario-circuito che risponde all’esperienza ed al vissuto della persona: se la persona ha un qualcosa che gli fa incanalare la produzione di adrenalina sotto l’aspetto sessuale, in concomitanza alla produzione di adrenalina e noradrenalina avremo la liberazione da parte delle terminazioni nervose periferiche di un neurotrasmettitore chiamato ossido nitroso con la conseguente tacitazione degli ormoni dello stress appunto l’adrenalina e la noradrenalina. Simultaneamente nel sistema endocrino si amplifica la produzione degli ormoni sessuali estrogeni e testosterone. Ecco la necessità di essere sessuali ed il fatto di dipendere da esso: tacitare gli ormoni dello stress.

Che la pornografia induca a produrre adrenalina o testosterone credo sia ridicolo: piuttosto è lo stress, che si sfoga per mezzo della dipendenza sessuale o pornografica e l’ossessione sessuale, che può essere così elevato tale addirittura da bloccare la libido.

Una buona sessualità si realizza nel relax, così come il lavoro, gli affetti ed il nutrirsi.

Allo stesso modo, un vissuto di “mancanza” può far incanalare il binario della dipendenza da lavoro e da accumulo e quindi approdiamo all’ossessione del lavorare.

Perché un individuo si trova in una ossessione (ritenuta socialmente leggera) come il lavoro, il sesso, le sigarette, l'accumulo di danaro o altro? Per scaricare lo stress!!!

Ecco che nell’ansia di scaricare lo stress, abbiamo perso di vista il vero senso della vita.

Pur rientrando nell’ambito delle patologie, molti “eccessi” nascono da dipendenze definite “normali” dalla nostra società quali quelle di darsi in maniera eccessiva al lavoro o alla famiglia, al volontariato, al vegetarianesimo, al cibo, ma che noi già chiamiamo dipendenze emozionali poiché non accettate con scelte auto-determinate, ma a seguito di una influenza più o meno nascosta dell'ambiente; anche in questo caso ritorniamo al discorso detto all'inizio dove l'individuo ha ridotto la sua capacità di essere causa sull'ambiente: a questo punto entra sempre più in una spirale discendente.

Si è sperimentalmente verificato che un processo della tolleranza determina l’innesco di una dipendenza.

In se il PROCESSO DELLA TOLLERANZA è definibile -in grandi linee- come una sensazione di disagio interiore per essere dovuti scendere a compromessi con la propria realtà. Questo disagio è visto come DISTURBO DEL SE’ e, per i binari-circuiti di cui sopra, neuro-fisiologicamente può tradursi in una DIPENDENZA che dipende dal vissuto dell'individuo e dall'ambiente in cui ora si trova.

L’estremo del processo di tolleranza fisicamente si traduce in DISTURBO DELL’IMMAGINE CORPOREA, cioè non ci si piace più neanche fisicamente.

Viene chiamato, banalmente, processo della tolleranza e dell’attivazione della dipendenza.
Noi possiamo accorgerci delle dipendenze leggere ed intervenire, ma quando siamo in quelle croniche lì son dolori.

La sequenza è comunque la seguente, indipendentemente, come appena detto, dall’intensità con cui si manifesta:
  1. Processo della tolleranza (per violazione del proprio Codice Interiore)
  2. Disagio del Sé
  3. Dipendenza neurobiochimica (attivazione della dipendenza)
  4. Disturbo dell’immagine corporea
Se siamo disturbati e critici dell’immagine del nostro corpo vuol dire che siamo fortemente dipendenti da qualcosa fuori di noi… e che ci sentiamo fortemente non a posto dentro di noi. Se avete avuto il pensiero di intervenire con il bisturi sul vostro corpo, allora sapete quanto in basso si è scesi sulla scala.

Con il concetto del PROCESSO DELLA TOLLERANZA ED ATTIVAZIONE DELLA DIPENDENZA sappiamo che quando andiamo contro il nostro Codice Interiore (scendere a compromessi con la nostra realtà, ad esempio) allora andiamo ad attivare nel corpo meccanismi biochimici ed ecco qui la DIPENDENZA: è così che diventiamo carnefici di noi stessi.

In cima a qualunque problema vi è quindi l’aspetto dell’ATTEGGIAMENTO, per questo si dice che l’atteggiamento è tutto.

Il fatto di non fare uso di droghe non significa essere esenti da dipendenze; atteggiamenti che vanno a ferire la nostra percezione dell'etica sono le cause che possono dar luogo a malattie e quindi farci maggiormente rimanere intossicati da veleni (farmaci) o da tossine derivanti da una cattiva alimentazione o dall'ambiente.

Dico sempre che una persona sana potrebbe mangiare una mucca con tutti gli zoccoli (pur non desiderando più mangiare alcuna cosa specifica), ma qualsiasi cibo o veleno non avrebbe effetto su di essa. Perché? Non perché il suo corpo è robusto, questa è una condizione essenziale, ma principalmente perché alla base c'è un Essere puro e forte che non scende a compromessi con la sua realtà e che quindi non può mettere il corpo in condizioni di assorbire tossine e/o di ammalarsi.

Comprendiamo perfettamente questa cosa dalle parole di Marco 16:18 quando Gesù dice ai suoi dedicati: "prenderanno in mano i serpenti e se berranno qualche veleno, non recherà loro danno". Praticamente scientifico!!!

I comportamenti che si manifestano nelle dipendenze croniche includono: sfruttamento degli altri, non reciprocità, privare gli altri della propria umanità (specie mancanza di perdono; sì poiché oltre alla condanna c'è anche l'incapacità nel perdonare), vergogna di sé con immediata degradazione degli altri al fine di sentirsi meglio e tante altre attività e comportamenti patologici di cui spesso la persona NON NE E’ ASSOLUTAMENTE COSCIENTE.

Cosa importantissima è che i sociologi di una volta ritenevano maggiorenni le persone di 21 anni; ebbene, il Processo della tolleranza e dell’attivazione della dipendenza aggredisce particolarmente i minori di anni 21 e i maggiori di anni 45. Per questo quando vedete MATRIX c’è una frase in cui si dice “Non si devono risvegliare individui con più di 40 anni”. Nelle donne tale fascia è ancora più stretta avendo subìto, sin dalla notte dei tempi, maggiori vessazioni e quindi conservano un retaggio di maggiore suggestionabilità e paura.

Questo spiega come solo una società degradata possa consentire che gli individui siano condizionati permettendo attività e spettacoli (sesso, violenza, gioco d’azzardo, droghe leggere) a persone di fasce di età cosiddette suggestionabili.

Io amo la coppia Battisti-Mogol, ma la frase della canzone 10 Ragazze in cui si dice Ho visto un uomo che moriva per amore è sbagliata in quanto impossibile, poiché per quel tipo di amore non si può morire, ma tutto al più si diviene immortali. Se poi l'amore di cui si parla è quello della dipendenza affettiva, allora si che può dare anche luogo alla morte ed innescare follie omicide; sono di tutti i giorni le cronache ed i film che assumono i contorni di un racconto molto ben calibrato di stampo psicotico.

Ma torniamo a noi: cosa abbiamo detto che determina questi comportamenti quando non sono causa di droghe e veleni? TOSSINE & C.

Un organismo pulito non può essere soggetto a dipendenze: il corretto atteggiamento nei confronti della vita evita che ciò possa accadere poiché l'individuo è in equilibrio sui flussi FARE-AVERE, causa-effetto.

Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco è un esempio del tassello mancante per il raggiungimento di una salute perfetta e per un’esistenza spirituale che può esprimersi solo se il tempio (il corpo) che contiene il nostro dio è pulito, con la conseguenza di essere liberi dalle influenze che esso esercita su di noi per mezzo della mente. Resta inteso che qualsiasi tipo di dipendenza può ottenere ottimi risultati seguendo questo sistema a patto che siano rispettati tutti i canoni del professor Arnold Ehret e che sia seguito con la necessaria perseveranza.

Per mezzo del pensiero possiamo risolvere atteggiamenti e situazioni del corpo; ma a volte accade che l’influenza negativa del corpo è più forte del nostro pensiero e quindi risulta indispensabile intervenire sul corpo; per questo i latini dicevano mente sana in corpo sano e non viceversa.

Quando ci sono blocchi o dipendenze particolarmente profonde, allora diviene necessario intervenire a livello fisico per riportare l’individuo alla sua naturale condizione di essere causa, come si diceva all’inizio, sulla realtà che lo circonda, corpo compreso.

Quindi un percorso spirituale prevede certamente una correzione di quello strumento chiamato corpo.

Arcangelo Miranda




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