Ma un ricco non può entrare nel Regno dei Cieli?
Postato il 9 aprile 2007
La famosa frase "È più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel Regno dei Cieli" è stata da sempre mal compresa circa la sua vera natura ed è stata interpretata secondo il concetto di indegnità che è proprio di tutti gli esseri umani.

Ad aggravare la situazione c'è poi stato l'accostamento ad una situazione totalmente estranea che fu la scelta di San Francesco di fare voto di povertà.
Con questo accostamento la ricchezza è stata definitivamente demonizzata.

Cerchiamo di capire realmente cosa significano questi due eventi.
Ci sono due modi di essere ricchi: quello di POSSEDERE RICCHEZZE, ma avendo dentro la paura di sentirsi poveri e trascorrere il quotidiano ad accumulare danaro e ricchezza al fine di riempire una mancanza emozionale ed un secondo modo, cioè quello di SENTIRSI SEMPLICEMENTE RICCHI.

Nel primo caso, ORA (nel tempo presente) l'individuo si sente povero, nel secondo ORA l'individuo si sente ricco.

Qual'è la differenza di questi due stati?
Leggiamo tutte le parole di Gesù nel testo del Vangelo di Matteo 19: 16-26:

Allora gli si accostò un giovane dicendogli: «Maestro buono, cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gesù gli osservò: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Solo Dio è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». «E quali?» gli chiese. Gesù rispose: «Non uccidere; non fare adulterio; non rubare; non testimoniare il falso; onora il padre e la madre e ama il tuo prossimo come te stesso». Il giovane soggiunse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia infanzia; cosa mi manca ancora?». Gesù continuò: «Se vuoi essere perfetto, vai, vendi ciò che hai e donalo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». Udite queste parole il giovane se ne andò contristato, perchè aveva molti beni. E Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi dico in verità che difficilmente un ricco entrerà nel Regno dei Cieli. Ma vi dico che è più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che non per un ricco entrare nel regno dei cieli». Udendo queste cose i discepoli si sbigottirono e chiesero: «Chi potrà dunque salvarsi?». E Gesù guardatili disse loro: «Questo è impossibile all'uomo, ma tutto è possibile a Dio».

Se una persona si sente veramente ricca, non avrà alcun problema a lasciare tutto, poiché, essendo quella cosa, la potrà creare di nuovo e manifestarla nella realtà.
Nessuno avrebbe paura ad abbandonare qualcosa che lui stesso "è" e che quindi può creare di nuovo a suo piacimento.
È come se un cuoco avesse paura che distruggendo le ricette non sia più cuoco, oppure un pilota che se gli si incendia l'auto non si sente più tale.
Nessuno ha paura di lasciar uscire l'aria dai polmoni, poiché sappiamo che inevitabilmente ne entrerà dell'altra.
Ma coloro che sono schiavi della ricchezza, vuol dire che non sono davvero ricchi dentro, ma stanno combattendo un passato di povertà, motivo per il quale non si è nell'ORA.
Poiché solo nell'ORA si può entrare nel Regno dei Cieli, ecco spiegate le parole di Gesù circa l'impossibilità per un ricco "che ha paura di lasciare perché povero dentro" di entrare nel Regno dei Cieli.
L’atteggiamento di Gesù di fronte al denaro è indubbiamente relativo all’intenzione con la quale questo è visto dall’uomo. Ma non solo.
Mammona è una parola aramaica che significa "beni" ed indica non solamente beni in denaro.  Eppure Gesù, nonostante attaccasse la ricchezza, frequentava i ricchi, cosa che sembrerebbe una contraddizione che non è affatto; leggiamolo in Luca 19:1-10:

Entrato in Gerico, [Gesù] attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È andato ad alloggiare da un peccatore!» Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Per comprendere ancor meglio cosa significhi "essere ricchi dentro", consiglio la lettura di questi tre fantastici testi:

Ne IL MILIONARIO si narra di un ragazzo che va a trovare questo anziano stra-milionario ed ottiene la grande lezione dell'imparare a sentirsi davvero ricchi dentro.

Ne LA FORMULA DELLA RICCHEZZA - il principio lol2a l'autore descrive qual'è il corretto atteggiamento mentale da adottare nei confronti della vita per far si che l'universo ci ricompensi in modo definitivo e non temporaneo quale può essere il periodo di una vita umana.

Questi due libri sono due vere perle di saggezza che tutti coloro che sono impegnati sul percorso della Grande Opera dovrebbero leggere.

Circa LA MISTICA DEL DINERO cito la presentazione dell'editore: Una Mistica apparentemente misteriosa dirige i destini della Fortuna. Perché alcuni accedono alla ricchezza ed alla prosperità, mentre altri non ci riescono per quanti sforzi facciano?

Leggendoli tutti e tre si otterrà certamente una migliore ottica circa le meccaniche della ricchezza e del perché il più delle volte ci sfugge dalle dita, semmai qualche volta ci viene a trovare. Consiglio comunque anche la lettura di questo servizio: LA VITA TENDE ALL'EQUILIBRIO.

Passiamo ora a San Francesco
Francesco aveva deciso di dedicare la propria vita al proprio essere e sapeva di poter cadere schiavo delle tentazioni del danaro. Ma lui comunque si sentiva ricco poiché lo era davvero.
Allora egli optò per eliminare la tentazione non in osservanza alla frase «È più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel Regno dei Cieli», bensì in virtù a quella di Matteo 18:8,9 che dice: «Ora se la tua mano o il tuo piede è per te occasione di scandalo, taglialo via e gettalo lontano da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo che essere gettato nel fuoco eterno, con due mani o due piedi. E se il tuo occhio è per te occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che essere gettato nella Geenna del fuoco con due occhi».

Francesco era un ricco "ricco dentro" e la sua voglia di essere e di servire il proprio dio era tale ed ammirabile al punto di eliminare qualsiasi tentazione che lo potesse distrarre dal percorso.
Ciò che fa si che tali episodi o parabole vengano interpretate in maniera erronea, è l'indegnità, il sentire dell'uomo di non meritarselo per i sensi di colpa a cui ancora crede di essere soggetto. Alla base dei sensi di colpa c'è il credere cose che sono contro la vita, le cosiddette aberrazioni. L'aberrazione (il nostro accordo verso un concetto), crea l'indegnità e l'indegnità è tenuta lì dall'emozione di paura. Per questo affrontarle le proprie paure e/o rivedere le cose in altro modo (eliminare le aberrazioni), libera l'essere. Se crediamo che il vecchietto chiamato dio ci punirà per quella nostra azione, prima ci sentiamo indegni e poi la paura sorreggerà tutto questo castelletto.

Ma torniamo all'argomento: noi, ci sentiamo ricchi dentro o lo usiamo (o lo useremmo) per fini personali? Questa cosa vale anche per il potere: se avessimo più potere, lo useremmo per soddisfare le tentazioni della personalità (fini personali)? Ancora, se avessimo più fama, la useremmo per meglio diffondere l'amore tra gli altri oppure per aumentare il desiderio di ammirazione?

Queste sono le tre tentazioni del percorso cristico: ricchezza, potere, idolatria.

A buon intenditor.....

Arcangelo Miranda




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