Santo Graal
e immortalità
Postato il 16
agosto 2006
Cos'è
il Santo Graal? E' davvero un calice o un oggetto? Oppure è un
simbolismo che può essere letto a più livelli di consapevolezza?
Potrebbe essere il Sangue
Reale che pervade tutta la vita così come il sangue in un corpo è
dappertutto
ma nascosto? Il Santo Graal è il principio della vita, l'essenza
stessa, è quell'eterno movimento che tutto muove ed è dappertutto ma è
invisibile. Ma come si può giungere alla consapevolezza dell'essenza
della vita?
Il
Santo Graal, per quanto ci riguarda e per lo stato in cui ci troviamo,
è la Vera Conoscenza dalla cui esperienza scaturisce questa
consapevolezza.
Il
successo dei film e dei libri che trattano questo soggetto è dovuto
al fatto che, se di mito si tratta deve contenere una parte di verità.
L'essere spirituale, è naturalmente attratto dalla verità, persino
l'ateo materialista, in quanto egli stesso è un essere spirituale.
Negare l'essenza di qualcosa, persino la propria, non ne cambia la
natura, semmai solo il comportamento.
Ma cos'è questo Graal? Come ogni soggetto che crea una cospicua
audience e alza gli indici di ascolto, il Graal spesso compare nei
palinsesti e i conduttori delle varie trasmissioni sui Misteri,
Dossiers, Segreti, XXXFiles, ecc. ci invitano a non perdere la
trasmissione, perché alla fine ci riveleranno il segreto del Graal.
Che
stiano mentendo spudoratamente è verificabile nel momento esatto in cui
fanno gli annunci acchiappa-audience, perché se è vero che hanno il
segreto del Graal da rivelare, si suppone che l'abbiano trovato, e chi
non ne approfitterebbe per berne un goccetto dal sacro calice, ammesso
che di calice si tratti?
Il
Graal trasformerebbe ognuno di loro in Superuomo o Uomo-Dio o in un
vero Dio, e non starebbero davanti alla telecamera a mendicare presenze
per alzare gli indici d'ascolto, ragione per giustificare l'alto prezzo
degli inserti pubblicitari ai loro inserzionisti. Avrebbero ben altro
da fare.
Quelle
trasmissioni sono comunque entusiasmanti, perché attivano le nostre
reminiscenze, i passati periodi delle crociate, quando, membri dei vari
ordini cavallereschi, si correva a cavallo con il pettorale bianco e la
vistosa croce rossa, e altre meravigliose avventure in cui la morte era
resa irrilevante dagli ideali.
E
allora vai! con l'Ultima Cena, Giuseppe d'Arimatea, la Setta degli
Assassini, i Templari, Zarathustra, il castello di Montségur, i
Manichei, i Catari, gli Albigesi, Glastonbury, i Cavalieri Teutonici,
la Sacra Sindone, Re Artù, Parsifal, Rennes-le-Château, l'abbé
Saunière, i Merovingi, il Priorato di Sion e molto altro ancora.
Poi
su cosa sia il Graal gli esperti studiosi si sbizzarriscono, il Graal
non è un calice, è una lancia, un piatto, un .... e la trasmissione
conclude riferendo ciò che il Santo Graal non è, e indicando il luogo
dove non è. E' un mito, assicura il conduttore e lascia lo spazio alla
regia per lo spot della pastiglia per il mal di testa.
Cosa spinge
le persone a leggere libri
o vedere film che trattano questo argomento?
È
la ricerca dell'immortalità. L'essere umano non vorrebbe mai morire
quando è nel pieno delle sue forze e inizia a temere la morte quando si
affaccia la malattia. L'immortalità è la soluzione.
La
ricerca del Graal è la ricerca del grande potere, che si presume che
dia al suo possessore e della conseguente immortalità.
Ma
questa ricerca è inutile, perché l'essere spirituale è di per sé
immortale e quindi non può morire.
Ciò
che muore è il suo corpo e dopo che gli hanno fatto il funerale,
l'essere che lo abitava va alla sala parto del più vicino ospedale a
prendersene uno nuovo e ritorna in questo mondo per continuare quello
che stava facendo.
Ha
cambiato vestito, quello vecchio era logoro e ne ha comprato uno nuovo,
solo che si è dimenticato subito del vecchio e pensa che sia il primo
cappotto che abbia mai avuto e che non ne potrà avere altri.
Quindi
se il Graal potesse dare l'immortalità, sarebbe inutile, perché quella
già ce l'hai.
La
vita attuale con un corpo, un nome, un cognome e un codice fiscale, non
è che un microscopico segmento di ciò che sei. Per fare un paragone,
sei come il creatore di un universo che a seguito di un'amnesia non
ricorda più nulla di sé e sta cercando degli avanzi nei cestini fuori
dal Macdonald's per non morire di fame. E questo vale anche per un vero
barbone.
Il
Graal è la conoscenza che ti permette di riacquistare la
consapevolezza. Quella consapevolezza che ti permette di ricordare
tutti i cappotti che hai cambiato fin dal primo momento in cui sei
venuto in questo universo.
Viene
ovvio pensare che anche il potere di chi ha tale consapevolezza sarà
proporzionale alla quantità di sé “recuperato”.
Ora
immagina cosa significherebbe continuare ad esistere vita dopo vita
mantenendo il ricordo di sé.
Sarebbe
già un bel passo, ma potresti annoiarti dovendo passare attraverso il
ripetersi del ciclo di nascita, crescita, maturità, vecchiaia e morte
dei corpi.
Potresti
decidere di non reincarnarti e rimanere nel mondo spirituale gioendo in
eterna contemplazione di te stesso, ma dopo un po' potresti annoiarti
anche lì, e vorresti sapere cosa stanno facendo i tuoi amici quaggiù e
ritorneresti su questo curioso pianeta, che sarebbe bellissimo senza
gli inquinamenti, le guerre e le soppressioni che lo attanagliano, per
dire a loro di fare un po' di ordine, così potremmo davvero divertirci.
Non
prendermi sul serio, le cose non stanno esattamente così, non è
possibile spiegare con le parole, la verità può essere conosciuta
soltanto sperimentandola; quando raccontata si può coglierne solo un
vago riflesso. In realtà il mondo materiale e quello spirituale si
trovano nello stesso posto o in nessun posto, quella che esprimo è solo
una imprecisa razionalizzazione comprensibile.
A
questo punto ritornando fra gli esseri umani una volta acquisita la
consapevolezza, la soluzione sarebbe quella di avere un corpo immortale
per non doversi sorbire il continuo ciclo di nascita e morte.
Un
corpo immortale. Chissà se ci hai mai pensato, l'idea è eccitante, ma
la si congeda con un rassegnato sorriso: “Eh... sarebbe bello...” quasi
dispiaciuti, ma non troppo, perché tanto sappiamo che è irrealizzabile,
e se mai questo obiettivo facesse parte dei nostri fantasiosi sogni più
reconditi, prendere sul serio una simile inattuabilità è pura pazzia. O
no...?
Perché
moriamo?
A
causa della nostra identificazione con il corpo. Il corpo umano, come
quello di ogni Essere vivente sulla terra, ha un continuum di vita che
segue un modello prestabilito dalla Natura.
Chi
crede di essere un corpo, ne segue anche la sua sorte, salvo per poi
ritrovarsi istupidito e sorpreso a guardare il proprio cadavere e,
infine, inconsapevolmente, per ricomparire in un nuovo corpo e i nuovi
genitori gli daranno un nuovo nome.
Si
potrebbe dire che l'essere eterno continua a creare la materia
trasferendole la sua eternità. L'Universo materiale viene creato, si
espande e poi si distrugge, poi viene di nuovo ricreato e così via per
l'eternità. Le leggi che si applicano all'intero Universo valgono anche
per il microbo; entrambi sono costituiti dalle stesse particelle
fondamentali, la diversità dei vari elementi dipende solo dalla
differente disposizione degli atomi ed elettroni che li compongono.
La
morte è solo apparente. Quando osserviamo un corpo vivo stiamo
osservando una forma animata costituita da atomi e molecole in cui la
Vita dirige le funzioni fisiologiche della forma o organismo al fine di
farlo sopravvivere secondo un modello prestabilito. La morte di un
corpo animato è la disgregazione delle cellule che lo compongono, fin
nelle più piccole particelle fondamentali della materia e queste
particelle non muoiono, al massimo possiamo parlare di trasformazione.
E nemmeno muore l'essere che era alla guida di quel corpo prima che
“morisse”.
Se
gli esseri spirituali non si appropriassero, inconsapevolmente oppure
no, dei corpi umani, la vita dell'uomo sarebbe simile a quella delle
scimmie frugivore. Mangerebbe, farebbe nidi sugli alberi, si
accoppierebbe, dormirebbe e scapperebbe velocemente per non farsi
mangiare dagli animali da preda, e qualcuno farebbe comunque quella
fine. Non sarebbe qui al computer.
Quando
l'essere è inconsapevole, anche se possiede caratteristiche e qualità
spirituali proprie, seppure in maggior o minor misura dormienti, prende
possesso di un corpo, si identifica e crede di essere quel corpo,
trasferisce comunque quella parte delle sue qualità che sono manifeste
a quel corpo, e le userà per conseguire al meglio possibile gli scopi
del corpo, dandogli una casa invece di un nido, quello che crede sia il
miglior cibo, il miglior sesso, ecc, portando avanti lo scopo della
mera sopravvivenza del corpo. Vive la vita del corpo e per il corpo.
L'essere
spirituale è dotato di autodeterminismo, o libero arbitrio, è in grado
di prendere qualsiasi decisione voglia, limitato soltanto dalle sue
proprie aberrazioni.
È
quindi in grado di modificare il modello prestabilito dalla natura per
il corpo umano, aggiungendo la sua intelligenza, senza la quale sarebbe
solo un bel esemplare del regno animale, apportando però anche le sue
personali aberrazioni.
Quando
guardi un Leonardo da Vinci stai vedendo un essere spirituale che porta
avanti i suoi scopi usando un corpo. Quando guardi una persona dedita
alla cura del corpo per rendersi attraente al fine di essere ammirata,
invidiata, ricercata, o semplicemente per avere approvazione, per
trovare un compagno o una compagna, fare dei figli, vivere felici e
contenti finché morte non vi separi, stai guardando un essere che,
dimentico della propria vera natura, sta portando avanti gli scopi del
corpo, ammesso che non sia consapevole della propria eternità e che non
stia dandosi da fare per liberarsi da questa trappola che è l'universo
materiale. Non è che tutti debbano essere dei Leonardo da Vinci, il
punto qui è quali scopi uno sta portando avanti, i suoi o quelli del
corpo?
Diventati
consapevoli della propria eternità, e con questo s'intende, non la
razionalizzazione tipica del filosofo teoretico, ma l'effettiva
esperienza, con la conseguente ed evidente, visibile manifestazione
della maggior quantità di sé “recuperato” nell'adesso, qui ed ora,
volendo ovviare al noioso ciclo di nascita e morte e volendo continuare
i propri scopi qui sulla terra, il prossimo passo sarebbe quello di
conseguire l'immortalità fisica del corpo.
Occorre
aggiungere che il corpo lasciato al suo modello prestabilito di
esistenza vivrebbe, esagerando, cent'anni, con le dovute eccezioni.
L'Essere
spirituale può modificare questo schema e di fatto lo fa, di solito
peggiorando la situazione alimentandolo con schifezze, seguendo stili
di vita che lo portano agli eccessi e agli abusi, accorciandogli la
vita, ma potrebbe fare il contrario.
Che
non possa farlo vivere in eterno è solo perché lo dà per scontato. Dà
per scontato che debba morire. E quello che l'Essere Spirituale pensa
con certezza che avverrà, avviene.
Credere
che il proprio corpo possa vivere in eterno non è sufficiente, occorre
del lavoro su di sé in direzione di un'evoluzione spirituale
considerevole, perché il proprio pensiero diventi così efficace,
altrimenti resta teoria irrealizzabile.
Alexis
Carrel del Rockefeller Institute e Premio Nobel fu in grado di
mantenere in vita per un tempo indefinito cellule di tessuti
semplicemente fornendo ad esse il nutrimento e ripulendo dalle loro
escrezioni tali tessuti. Le cellule crescevano e prosperavano fintanto
che le loro evacuazioni venivano rimosse. Condizioni non igieniche
procuravano una minore vitalità, deterioramento e morte.
Carrel
mantenne in vita cellule embrionali di cuore di pollo per 34 anni, e
cioè fino a quando l'esperimento fu deliberatamente sospeso (perché?)
due anni dopo la morte di Carrel.
Lavorando
su culture di cellule, aveva scoperto che queste continuavano a vivere
senza mostrare segni di decadimento e ciò confermava la sua ipotesi che
"L'invecchiamento e la morte sono solo fenomeni contingenti e non
necessari".
Carrel
ha lasciato numerose pubblicazioni scientifiche ed un libro filosofico
che ebbe grande successo, “L'uomo, questo sconosciuto” (1935).
Beh,
te lo immagini un pollo di 34 anni? L'esperimento è stato fatto su
alcune cellule, alimentandole correttamente e mantenendo pulito e
sgombro l'ambiente cellulare, e sarebbero ancora vive se non avessero
interrotto l'esperimento. Hanno dovuto ucciderle, lasciandole morire
nei loro rifiuti fisiologici, non ripulendo il loro ambiente. E se le
singole cellule possono continuare a vivere indefinitamente, questo
vale per l'intero corpo, che è costituito appunto da singole cellule
organizzate in una struttura o organismo, ripulendolo completamente e
alimentandolo con il cibo corretto e mantenendolo puro, libero da
rifiuti.
Il
Santo Graal tanto cercato è la Conoscenza per conseguire la
Consapevolezza. In sé non da alcun potere a chi lo possiede. Hai già
tutti questi poteri. La Vera Conoscenza indica la strada per liberare
la mente da tutto quanto impedisce che tu possa manifestarli.
Naturalmente
purificare il corpo non è sufficiente per ottenere l'immortalità perché
si potrebbe avere un corpo perfetto, ma lo scopo nativo dell'essere
spirituale, deve essere a lui conosciuto e libero da altre intenzioni
dispersive, altrimenti anche una tegola che cade da un tetto a seguito
di una scossa di assestamento, potrebbe cadere sulla testa ponendo fine
all'agognata immortalità.
E adesso un
po' di storia (poca ed inedita).
Questa
conoscenza, che alimenta la ricerca del Graal anche ai giorni nostri è
stata rinvenuta dai crociati in medio oriente. I crociati, a partire
dalla prima crociata del 1095, erano dei fanatici esaltati da un
malcompreso senso religioso, allettati dalla possibilità di tornare
ricchi dopo aver razziato i tesori, l'oro e le pietre preziose dei
pagani. Erano più delle armate brancaleone, ma senza ideali, per lo
meno Brancaleone li aveva, che cavalieri.
Intorno
all'anno 1100 anche dei nobili iniziarono a partecipare con milizie
organizzate per dare lustro al loro casato e fra questi Hugues de Payns
ed altri otto cavalieri.
Erano colti e non accecati dal fanatismo,
aperti alle diverse culture e durante la loro permanenza in terrasanta
furono ospitati in un monastero dove incontrarono monaci dallo sguardo
limpido e consapevole, ben diverso da quello accecato dall'odio dei
crociati convinti di combattere contro le milizie del diavolo.
Disposti
ad ascoltare il loro pensiero, furono pervasi dalla forte,
inequivocabile atmosfera spirituale che pervadeva il luogo e chiesero
di essere iniziati alla loro conoscenza. Il loro stile di vita era
alquanto parco, sobrio e frugale (non a caso frugale deriva da frutta)
e Hugues de Payns e gli altri cavalieri lo adottarono, passando
attraverso la purificazione del loro corpo e apprendendo la conoscenza
inalterata che in quel luogo veniva messa in pratica. Appresero anche
che quella conoscenza era anteriore al cristianesimo. Il
loro cibo era “Ogni frutto degli alberi e tutte le erbe a foglia
verde”.
Nel
1118 Hugues de Payns fonda l'Ordine dei Templari. Le origini non sono
molto chiare, a causa del silenzio imposto ai membri dell’Ordine.
passarono 20 anni prima che il papa Innocenzo II riconoscesse
ufficialmente l'ordine, dopo una serie di verifiche per accertare che
quell'ordine cavalleresco fosse davvero anche monastico. Il fatto che
non si sappia molto delle pratiche spirituali dei Templari è dovuto al
fatto che Hugues de Payns comprese che la Chiesa non avrebbe mai
permesso di esistere a un ordine che seguisse una pratica spirituale
che non includesse la preghiera e che non affermasse che il destino di
ogni uomo è nelle mani di Dio, tanto meno avrebbe accettato la pratica
di insegnamenti anteriori al cristianesimo e quindi saggiamente tenne
la bocca chiusa.
Gli
inviati del papato furono costretti a levatacce all'alba per assistere
assonnati ai momenti di preghiera in cappella, al termine dei quali i
Templari si dedicavano alle loro attività. Questo fervore convinse
infine gli inviati che l'atmosfera spirituale che si respirava presso i
templari era dovuta al fatto che non vedevano l'ora di alzarsi per
andare a pregare e Innocenzo II riconobbe compiaciuto l'ordine.
Ma
quando il potere e la determinazione dei Templari crebbe a dismisura,
il loro sguardo fermo e penetrante, così diverso da quello irriflessivo
del bigotto istupidito dai dogmi, fu chiaro alla Chiesa di trovarsi di
fronte ad esseri indomabili, indipendenti e non controllabili e temendo
che il loro carisma avrebbe avuto il sopravvento sulle urla dei
predicatori allucinati di piazza, impiegò tutte le sue forze e quelle
dei suoi alleati per annientarli.
La
forte personalità e l'attitudine al comando dei Templari fece
sospettare che il loro potere derivasse da qualcosa che essi
possedevano, qualcosa di sacro che avevano trovato in terrasanta, una
reliquia dai poteri magici e qualcuno inizio a dire che era il calice
dell'ultima cena, un altro la lancia di Longino, e tutto quant'altro è
oggi oggetto della ricerca del Graal.
I
Catari subirono lo stesso destino.
È
interessante notare l'importanza della dieta per questi gruppi
spirituali, per cui il corpo era il veicolo tramite il quale si
manifestava il potere spirituale e perché questo succedesse doveva
essere puro.
Il
fascino esercitato dalla chiesa catara fu molto forte, e questo per il
rigore morale che la distingueva dalla Chiesa cattolica, composta da
uomini molto spesso mediocri e corrotti.
Si ritiene
che anche i Catari possedessero il Graal e che fossero in contatto con
i Templari; il
loro cibo era “Ogni frutto degli alberi e tutte le erbe a foglia verde”.
Questo
è un estratto dai rotoli del Mar Morto:
Dio
predisse a Noè: “Verrà un giorno che ogni creatura che si muove sarà
alimento per la vostra prole, mentre ho dato a te solo la frutta dolce
e le erbe verdi, per le quali la gente non avrà molto appetito perché i
loro gusti saranno pervertiti da ogni genere di carne, uova, formaggi,
dolci, alimenti proibiti e saranno così puniti alla loro tavola
lussuriosa.”
E
Arnold Ehret nel suo libro “Il
Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco”
dice:
“In
Palestina restammo parecchi mesi, studiando i costumi locali e la
storia delle condizioni passate, con il risultato che la mia concezione
del vero significato dei vangeli del Vecchio Testamento cambiò
radicalmente. Imparai che la vita di Cristo e gli insegnamenti erano in
completa attinenza con le leggi naturali, ora ben note, che gli
procurarono un’intelligenza e una salute superiore, ma quando furono
scritti circa 150 anni dopo furono colorati da forme di espressione
orientali e metafore e di incompleta conoscenza dei fenomeni naturali.
Ciò che era meraviglioso fu considerato miracoloso.“

il Dott. Arnold Ehret ed il
suo libro
Il Sistema di Guarigione della Dieta senza Muco
E
in un altro passo del libro
IL
SISTEMA DI GUARIGIONE CON LA DIETA SENZA MUCO
Ehret si oppone diametralmente alla causa della malattia, ovvero i cibi che
formano muco: una
dieta senza muco a base di frutta e verdure a foglia verde, considerata
fuori moda dai tempi di Mosé, grande dietologo ed esperto di digiuno.
Se
stai cercando il Graal, non devi cercare calici, lance o ampolle
sigillate contenenti il sangue di Gesù Cristo. Non è un oggetto
materiale, ma vera conoscenza che porta alla consapevolezza del sé, o
meglio dell'intero sé, e l'accento qui è che deve essere
sperimentabile.
Se
non è sperimentabile e non produce “effetti speciali” ma si presta solo
a vivaci discussioni fra eruditi, dall'aspetto malaticcio, è solo
ciarpame intellettuale.
Luciano Gianazza
link:
http://www.medicinenon.it/modules.php?name=News&file=article&sid=7